I coni.

 

Non sono solo le valvole e le modifiche alla circuitazione a fare il suono di un amplificatore, ma anche i coni (speaker) che sono la parte finale di tutta la catena del suono che abbiamo visto fino ad ora.

 

Esistono fondamentalmente due tipi di cono: quelli ceramici e quelli di AlNiCo (Alluminio-Nickel-Cobalto).

 

Gli AlNiCo (Aluminum-Nickel-Cobalt) – per spiegarla in modo semplice senza entrare troppo sul tecnico – hanno una morbida compressione del suono, simile a quella del circuito valvolare. I Ceramici non hanno questa compressione e suonano più taglienti sulle frequenze alti (con attacco maggiore), rispetto agli AlNiCo. Spesso l’effetto può essere comparato a quello dell’ampli a transistor contro quello valvolare: il primo da tutto ciò che ha da dare e poi va in clip, il secondo inizia a comprimere in maniera lineare e sembra abbia maggior volume, grazie a questo.

 

Pensando ai coni come il componente di una macchina, possiamo realizzare che curando ogni parte del meccanismo globale (mic, ampli, valvole, coni, circuiti, effetti) riusciamo ad ottenere maggior sensibilità, risposta più ampia sulle frequenze e maggior maneggiabilità sulla potenza del suono.

 

 

 

Dare una lista e dei suggerimenti sui coni da usare è qualcosa di impossibile, vista la quantità di variabili (ampli, circuito, suono, microfoni, etc…) coinvolte.

 

Possiamo però guardare quali sono i tipi di cono montati sugli amplificatori “costruiti per l’armonica”:

 

Buffalo “Blues Harp” – 2 x Jensen Neodymium

Buffalo “The Bully” – 1 x 10″ Jensen NEO 10-100 Neodymium, 1 x 15″ Jensen NEO 15-150 Neodymium

 

Fat Dog – 1 x Jensen C10R ceramic, 1 x Jensen P10R alnico (vintage style) 10″

 

HarpGear 2 – 1 x 8″ Weber Signature Series Straight Cone Alnico

HarpGear Rock Bottom – 1 x custom “real vintage” speaker – a scelta del cliente 1 x 10″ ceramic o 1 x 10″ alnico

HarpGear Double Trouble – 2 x 8″ Weber signature series alnico

HarpGear HG35 – 2 x Jensen P10R 10″ alnico

HarpGear 50 – 2 x 10″ Weber 10A125 custom alnico speakers e 2 x 10″ Jensen Special Design P10R alnico

Holland Juke Joint – 1 x 12″ alnico speaker by Eminence

Holland Westside 35 210 Combo – 2 x 10″ custom alnico blue frame speakers by Eminence

Holland Westside 35 410 Combo – 4 x 10″ custom alnico blue frame speakers by Eminence

 

Kinder HarpKing 4×10 – 4 x 10″ Eminence Speakers

Kinder HarpKing 6×10 – 6 x 10″ Eminence Speakers

 

Marble Max – 1 x 8″ Jensen Marble Bluetone C8H25 ceramic

Marble Bluesonic – 2 x 8″ Jensen Marble Bluetone C8H25 ceramic

Marble Harpwood – 4 x 8″ Jensen Marble Bluetone C8H25 ceramic

Marble Harpmaster – 6 x 8″ Jensen Marble Bluetone C8H25 ceramic

Meteor Harp Amp – 1 x 12″ and two 10″ Weber

Meteor Mini Meteor – 1 x 10″ and two 8″ Weber

 

Serrano Victory Harp 45 – 2 x 12″ Jensen C12N ceramic

Serrano Victory Harp 35 – 1 x 12″ Jensen C12K ceramic

Serrano Victory Harp 22 – 1 x 12″ Jensen C12N ceramic

Sonny Jr. The Cruncher – 1 x 12″ Weber P12Q (12A125) alnico e 2 x 8″ custom

Sonny Jr. Four Ten – 1 x 10″ Weber P10Q (10A125) smooth alnico, 1 x 10″ Weber P10Q (10A125) ribbed alnico, 2 x 10″ Eminence Legend Ceramic

 

 

Costruirsi l’ampli. I kit.

 

Arriviamo a questo paragrafo solo dopo aver visto tutti gli altri aspetti di un amplificatore (come nella prima parte).

 

Esistono in commercio dei kit per la costruzione del proprio del amplificatore che si rifanno agli amplificatori storici del mercato internazionale. Ecco che diventa più economico e decisamente divertente (o, se non sapete cosa state facendo, mortale!) costruire da zero il nostro amplificatore, magari apportando alcune modifiche minime per renderlo davvero il nostro ampli. Una resistenza di valore diverso in un punto preciso, un condensatore dedicato in un altro, possono permetterci di costruire un amplificatore che, anche se pensato per chitarra in origine, risulti davvero “harp-friendly”.

 

 

 

Nonostante i kit arrivino in svariate forme (da quello completo di chassis e tolex, a quello con il solo circuito) è necessario sapere cosa si sta facendo: dalla saldatura dei contatti al lavorare in sicurezza (fondamentale) per non rischiare elettro-shock (gli ampli sono brutte bestie in questo, se non sappiamo su cosa stiamo intervenendo!). Messa come base questa premessa, sarà divertente e sicuramente istruttivo sapere come realizzare un amplificatore passo per passo e realizzare che una scelta di un componente, piuttosto di un altro, può cambiare radicalmente il risultato finale.