Un errore che spesso facciamo è quello di pensare alla nostra respirazione solo quando suoniamo le note. In realtà non è così.

 

E’ vero che dobbiamo pensare a come respirare quando suoniamo l’armonica ed è anche vero che per farlo dobbiamo anche usare la nostra muscolatura in modo dedicato. Non dobbiamo però dimenticare che quando suoniamo l’armonica respiriamo sempre, anche se in maniera ritmicamente guidata.

 

Per poter quindi essere sempre rilassati, ritmicamente pronti (con l’aria) e non andare in iperventilazione dobbiamo capire come usare l’aria e come “prepararci” alla nota che stiamo per suonare.

 

Se la nota o la frase che sto per suonare inizia con una nota aspirata (come spesso accade in seconda o in terza posizione, ad esempio, ma non solo) tendenzialmente svuoterò i polmoni, in modo da non iniziare ad aspirare con i polmoni già pieni: questo mi impedirebbe di essere rilassato mentre suono e di poter gestire il flusso d’aria in maniera totalmente conscia.

 

Viceversa, se la nota sarà soffiata, riempirò d’aria i polmoni per poter usare tutta l’aria che ho a disposizione, volendo, per poter dare alla nota durata, sostegno e timbro.

 

 

 

Cosa succede però, se le frasi sono ripetute e ostinate, o particolarmente articolate?

Ci sono diversi modi di affrontare parti ostinate o fraseggi articolati. Ma possiamo seguire alcuni accorgimenti che valgono a livello generale.

 

  • Individuiamo nel fraseggio i punti dove il flusso d’aria si inverte (dalle note aspirate passiamo ad una nota o ad un gruppo di note soffiate o viceversa)
  • Individuiamo i punti dove la frase termina (nel caso dell’ostinato) o si interrompe (nel caso di un fraseggio intricato)
  • Una volta individuato uno dei due punti, o entrambi, lavoriamo in modo da usarlo come punto di “riassestamento”: se si tratta di una nota suonata usiamo il naso come “valvola di sfogo” e allentiamo la parte superiore dell’imboccatura, in modo che l’aria esca anche tra il labbro superiore e la cover superiore dell’armonica nel caso di una nota soffiata; se si tratta di un’interruzione, stacchiamoci dall’armonica e soffiamo fuori l’aria lontano dai fori dell’armonica
  • Impariamo prima lentamente a fare queste operazioni su un foro singolo o usando alternativamente due fori al massimo, poi inseriamo questa nuova “abilità” all’interno dei nostri fraseggi

 

E’ fondamentale rendersi conto che qualsiasi momento nel quale “non emettiamo alcun suono” è fondamentale, per noi, per ristabilizzare la nostra respirazione o per eliminare eccessi o scarsità di aria nei polmoni.

 

Controllare la respirazione, soprattutto ritmicamente, e prendere coscienza di come e quando “recuperare” con l’aria è fondamentale per migliorarci come armonicisti.

 

Buon divertimento!