Dopo aver finalmente capito che per diventare bravi in qualsiasi cosa è necessario passare del tempo a studiare lo strumento (nella prima parte di questo approfondimento) e la differenza, fondamentale, tra studio attivo e studio passivo (nella seconda parte) è ora tempo di concentrarci sullo studio vero e proprio dell’armonica.

Finalmente, dirai…invece serviva prima capire insieme l’importanza e il motivo del corretto approccio. Fidati di me: ora ti apparirà tutto più chiaro. Quello che troverai tra poco diventerà quasi intuitivo e scontato, dopo aver letto le prime due parti.

Assicurati di aver letto la prima e la seconda parte di questo approfondimento: quello che troverai scritto più in basso sarà di più facile comprensione e non avrà bisogno di grandi argomentazioni, se hai assimilato i concetti espressi precedentemente.

 

 

Ma quante ore al giorno devo studiare, alla fine?

Sono sicuro che dopo aver letto le due parti precedenti te lo sarai chiesto. E avrai avuto dei dubbi sul fatto che sei “all’inizio” e quindi non sai quanto studiare o se “essendo già qualche tempo che suoni l’armonica” tu debba studiare di più. Non preoccuparti, ci stai passando tu come ci stanno passando altri e come ci sono passato anche io. E, per essere sicuro, a volte me lo richiedo. Meglio essere sempre autocritici e analizzare sempre cosa si sta facendo, se ci si dedica abbastanza tempo e come lo si utilizza.

Come ti dicevo, meglio sempre capire quanto tempo effettivamente ci si può dedicare e si può resistere studiando, prima di perdere la concentrazione effettiva.

Lo studio attivo richiede tanta concentrazione, energia e sforzo: oltre l’ora a sessione di studio è molto difficile mantenere quel tipo di concentrazione e l’entusiasmo attivo. Un’ora al giorno è sufficiente, quindi. Nessuno di noi vuole passare la giornata chiuso in stanza a studiare.

Entra, fai il tuo lavoro, esci. Fine.

 

Lo che ti sembra facile dirlo ed è più difficile, se non impossibile, farlo. Ed è proprio in questo articolo che proviamo ad impostare una routine generale di studio sull’armonica. Questa routine è pensata per farti studiare meglio, con un percorso generico ma che si ponga degli obiettivi prefissati.

 

La Routine per la Tecnica.

1. Respirazione

Dedica il tempo necessario ad un riscaldamento. Ti bastano 10 minuti suonando gli accordi, su tre fori. Presta attenzione al suono e, di conseguenza, a ciò che stai facendo con le parti interessate.

2. Imboccatura & Spostamenti

Se con l’impostazione della respirazione non hai problemi, inizia ad imboccare le note singole e a spostarti lungo tutta l’armonica, dal foro 1 soffiato al 10 soffiato, passando per i fori aspirati. Come suonano le note? Hanno tutte lo stesso volume e attacco? Cosa devi fare perché ciò avvenga e cosa succede alle labbra? Ripetilo finché non suona tutto correttamente.

3. Bending & Scale

Suona su tutte e tre le ottave le scale ricavabili nelle prime tre posizioni. Cura l’intonazione dei bending e della consistenza delle note della scala. L’obiettivo è quello di solidificare la nostra confidenza con i bending, con le scale e con il posizionamento del diverso effetto dello stesso foro, o nota, suonato in una certa posizione e all’interno di una certa scala, piuttosto di un’altra.

4. Cupping, Wah Wah

Una volta creato l’automatismo corretto con bending e scale, imboccatura e spostamenti, respirazione, possiamo focalizzarci sull’uso delle mani per variare il cupping e per creare l’effetto wah-wah. Suona ogni nota, bending inclusi, usando il wah-wah. La differenza tra la parte dove le mani sono chiuse, creando un cupping pressoché ermetico, e la fase durante la quale si aprono e rimangono aperte è l’obiettivo da raggiungere. Marcarla in maniera che ogni nota sia lunga abbastanza per realizzare l’effetto. Riesci a variare la ritmica? A fare delle ripetizioni? Quali sono i dettagli da miglorare?

5. Tongue Blocking, Trilli, Glissando, Tongue Flutter

Dedica del tempo ad allenare l’uso della lingua per il tongue blocking, suona le note singole con questa tecnica e cerca la pulizia delle note. Poi passa agli intervalli e suonali su tutta l’armonica curando pulizia delle note. Usa il tonglue flutter, suona i trilli e i glissati. Utilizza tutte le tecniche di cui hai il controllo abbinate a quelle che stati migliorando qui.

6. Vibrato & Tremolo

Allena il controllo del vibrato e del tremolo usando il diaframma e la gola. Sia il vibrato che il tremolo sono efficaci se suonati ritmicamente a tempo con il brano. Cura questi dettagli.

 

Registrati sempre. Qualsiasi tecnica tu stia studiando, migliorando e approfondendo: tu registra. E’ importante per sentire i tuoi progressi, sentire dove sono i difetti e riuscire a capire su cosa puoi lavorare per migliorarti.

 

Se stai suonando bene, non stai facendo il tuo lavoro.

Quando studi non devi suonare bene. Se suoni bene significa che stai studiando qualcosa che conosci già, stai percorrendo le solite strade e non stai migliorando per niente.

Quando studi devi suonare male. Se suoni male, significa che stai andando a provare quelle cose sulle quali non sei sicuro. E continueranno a suonare male finché non ti metti ad analizzare e studiare cosa non va. Quindi, nella tua ora di studio quotidiana, concentrati sul suonare le cose dove non ti senti bravo, i punti che sai essere debole e i fraseggi che ti piacerebbe suonare, ma non ti vengono ancora.

 

Se pensi di non aver bisogno di studiare, stai semplicemente sbagliando.

 

Nell’ultima parte di questo approfondimento scoprirai come affrontare lo studio di un brano e i concetti di macro-analisi e micro-analisi di una canzone.