Gli Standard Blues

Nella prima puntata di #armonicovid (disponibile sul mio canale YouTube), ho iniziato una riflessione approfondita sul Blues e sugli Standard Blues. Questo termine, che in italiano potrebbe suonare come “Blues Standard,” rappresenta un aspetto fondamentale per chi vuole immergersi nel genere in modo serio e consapevole.

La Superficialità nel Blues: Una Questione di Approccio

Spesso, il Blues viene trattato con superficialità, riducendolo a semplici groove e tonalità: “suoniamo uno shuffle in Mi,” “facciamo una rumba in Sol,” o “uno slow in Si bemolle.” Questo approccio tende a banalizzare il genere, rendendolo monotono agli occhi e orecchie del pubblico. In realtà, esiste un vasto repertorio di Standard Blues, autentiche canzoni con identità ben definite.

Il paragone con il Jazz è illuminante: i musicisti jazz conoscono e padroneggiano i brani standard del genere, indispensabili per jam session e concerti. Allo stesso modo, i Standard Blues costituiscono il linguaggio comune tra i musicisti, una base di conoscenza che distingue i veri professionisti.

Perché Studiare gli Standard Blues?

Studiare e conoscere gli Standard Blues è essenziale per diversi motivi:

  1. Formazione musicale: Aiutano a comprendere le sonorità del genere e a costruire assoli e arrangiamenti efficaci.
  2. Ruolo dello strumento: Come armonicisti, conoscere questi brani permette di definirci meglio all’interno di una band.
  3. Linguaggio comune: Offrono un repertorio condiviso con altri musicisti, facilitando collaborazioni e jam session.
  4. Conservazione del genere: Conoscere e suonare gli Standard Blues contribuisce a mantenere viva questa forma d’arte.

Un esempio celebre è quello di Picasso: prima di rivoluzionare l’arte con il cubismo, padroneggiava perfettamente la tecnica classica. Lo stesso vale per i musicisti: conoscere i pilastri del proprio genere è fondamentale prima di innovare.

Autoritratto di Pablo Picasso – a 15 anni (sinistra) e a 90 anni (destra)

 

Gli Standard Blues sono quei brani che ogni musicista dovrebbe conoscere per affrontare il genere con competenza. Oggi, grazie a Internet, è facile trovare liste complete di questi brani, un tempo disponibili solo tramite ricerche faticose.

 

Quali sono gli Standard Blues?

Trovare gli standard Blues non è più qualcosa di misterioso e difficile, a differenza di quello che accadeva anni fa quando questa ricerca doveva essere fatta quasi in solitaria, senza il supporto di internet. La rete è utilissima in questo ed è facilissimo trovare liste, magari non completissime, di quelli sono considerati gli standard Blues.

Il lavoro che ho svolto per questo articolo è stata proprio questa ricerca, in modo da avere una lista più completa possibile dei brani da sapere. Attenzione: la lista è lunghissima e da qualche parte bisogna iniziare.

  1. “Ain’t Nobody’s Business” – Anna Meyers with the Original Memphis Five – 1922
  2. “All Your Love (I Miss Loving)” – Otis Rush – 1958
  3. “Baby Scratch My Back” – Slim Harpo – 1965
  4. “Baby What You Want Me to Do” – Jimmy Reed – 1960
  5. “Baby, Please Don’t Go” – Big Joe Williams – 1935
  6. “Before You Accuse Me” – Bo Diddley – 1957
  7. “Big Boss Man” – Jimmy Reed – 1960
  8. “Blues with a Feeling” – Rabon Tarrant – 1947
  9. “Boom Boom” – John Lee Hooker – 1962
  10. “Boom Boom, Out Goes The Lights” – Little Walter – 1957
  11. “Born In Chicago” – Paul Butterfield – 1965
  12. “Born Under a Bad Sign” – Albert King – 1967
  13. “Bright Lights, Big City” – Jimmy Reed – 1961
  14. “Caldonia” – Louis Jordan – 1945
  15. “Can’t Get No Gridin'” – Muddy Waters – 1972
  16. “Catfish Blues” – Robert Petway – 1941
  17. “Crosscut Saw” – Tommy McClennan – 1941
  18. “Crossroads” – Robert Johnson – 1936
  19. “Driftin’ Blues” – Johnny Moore’s Three Blazers – 1945
  20. “Dust My Broom” – Robert Johnson – 1936
  21. “Every Day I Have the Blues” – Pinetop Sparks – 1935
  22. “Evil (Is Going On)” – Howlin Wolf – 1954
  23. “Farther Up the Road” – Bobby Bland – 1957
  24. “Five Long Years” – Eddie Boyd – 1952
  25. “Forty-Four” – Howlin Wolf – 1954
  26. “Goin’ Down Slow” – St. Louis Jimmy Oden – 1941
  27. “Good Morning Little Schoolgirl” – Sonny Boy Williamson I – 1937
  28. “Got My Mojo Working” – Muddy Waters – 1956
  29. “Help Me” – Sonny Boy Williamson II – 1963
  30. “Hide Away” – Freddie King – 1961
  31. “Hoochie Coochie Man” – Muddy Waters – 1954
  32. “Hound Dog” – Big Mama Thornton – 1952
  33. “How Long Blues” – Leroy Carr & Scrapper Blackwell – 1928
  34. “I Can’t Quit You Baby” – Otis Rush – 1956
  35. “I’d Rather Go Blind” – Etta James – 1968
  36. “I Just Want To Make Love To You” – Etta James – 1960
  37. “I’m a Man” – Bo Diddley – 1955
  38. “I’m Ready” – Muddy Waters – 1954
  39. “I’m Tore Down” – Freddie King – 1961
  40. “It Hurts Me Too” – Tampa Red – 1940
  41. “Kansas City” – Little Willie Littlefield – 1952
  42. “Key to the Highway” – Charlie Segar – 1940
  43. “Killing Floor” – Howlin’ Wolf – 1964
  44. “Little Red Rooster” – Howlin’ Wolf – 1961
  45. “Mannish Boy” – Muddy Waters – 1955
  46. “Mary Had A Little Lamb” – Buddy Guy – 1968
  47. “Mellow Down Easy” – Little Walter – 1951
  48. “Mean Old World” – T-Bone Walker – 1942
  49. “Messin’ With The Kid” – Junior Wells – 1960
  50. “My Babe” – Little Walter – 1955
  51. “Mystery Train” – Junior Parker – 1953
  52. “Pride And Joy” – Stevie Ray Vaughan – 1983
  53. “Rainin’ In My Heart” – Slim Harpo – 1961
  54. “Red House” – Jimi Hendrix – 1967
  55. “Reconsider Baby” – Lowell Fulson – 1954
  56. “Rock Me Baby” – Lil’ Son Jackson – 1950
  57. “Rollin’ and Tumblin'” – Hambone Willie Newbern – 1929
  58. “See See Rider” – Ma Rainey – 1924
  59. “Sitting on Top of the World” – Mississippi Sheiks – 1930
  60. “Shake Your Hips” – Slim Harpo – 1966
  61. “Shake Your Money Maker” – Elmore James – 1961
  62. “Spoonful” – Howlin’ Wolf – 1960
  63. “Stormy Monday” – T-Bone Walker – 1948
  64. “Sweet Home Chicago” – Robert Johnson – 1936
  65. “Sweet Little Angel (Black Angel Blues)” – Lucille Bogan – 1930
  66. “That’s All Right” – Jimmy Rogers – 1950
  67. “The Same Thing” – Muddy Waters – 1964
  68. “The Sky Is Crying” – Elmore James – 1960
  69. “The Things That I Used to Do” – Guitar Slim – 1953
  70. “The Thrill Is Gone” – Roy Hawkins – 1951
  71. “Trouble in Mind” – Bertha “Chippie” Hill – 1926
  72. “Walkin’ Blues” – Robert Johnson – 1936
  73. “Walking By Myself” – Jimmy Roger – 1956
  74. “Walkin’ Thru The Park” – Muddy Waters – 1959
  75. “Walking To My Baby” – Kim Wilson – 1979
  76. “Wang Dang Doodle” – Howlin Wolf – 1960
  77. “Worried Life Blues” – Big Maceo – 1941
  78. “You Don’t Have To Go” – Jimmy Reed – 1954
  79. “You Don’t Love Me” – Willie Cobbs – 1960
  80. “You’ve Got to Love Her With A Feeling” – Tampa Red – 1938

Le versoni degli standard indicate sono quelle originali. Ho fatto questa scelta per evitare di “influenzare” l’ascoltatore. Il consiglio è quello di ascoltare anche versioni più moderne o famose: questo oltre a creare influenze personali derivate dallo studio di versioni specifiche, prepara il musicista a poter affrontare in maniera più solida collaborazioni, repertori, genere e jam session.

Come Approcciare gli Standard Blues nelle Lezioni di Armonica

Durante le lezioni di armonica, gli Standard Blues offrono un punto di partenza ideale per imparare:

  • Tecnica: Approfondisci bending e overbending.
  • Fraseggi: Esplora fraseggi tipici da riutilizzare in contesti diversi.
  • Improvvisazione: Sperimenta con il linguaggio del Blues per sviluppare il tuo stile.

Ogni lezione diventa così un’occasione per collegare teoria e pratica, trasformando il tuo studio in un viaggio coinvolgente nel mondo del Blues.

Conclusione: Fai il Primo Passo nel Blues

Studiare gli Standard Blues non è solo un modo per migliorare tecnicamente, ma è anche un atto d’amore verso questo genere musicale. Grazie alla loro universalità, questi brani ti apriranno le porte di collaborazioni, jam session e performance memorabili.

Se sei pronto a iniziare questo viaggio, esplora le mie lezioni di armonica. Insieme, scopriremo come il Blues possa diventare parte integrante della tua identità musicale.

Buon divertimento e buon Blues!

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