Dopo molto tempo, sono riuscito a ritornare su questo argomento. Come sapete è stato un anno piuttosto strano e sono successe tantissime cose, ma la cosa importante è che siamo ancora qui a suonare l’armonica e finalmente posso e possiamo, lentamente, tornare alla regolarità.

Su questa ottava parte della Cromatica Nel Blues deviamo un pochino dal Blues in senso stretto, ma utilizziamo un armonicista Blues, Gary Primich, per capire come l’armonica cromatica possa essere usata in modo davvero musicale e riesca a regalarci un sacco di interessanti soluzioni musicali.

Nell’album “Travelin’ Mood”, Primich ci dona una versione stupefacente di “Caravan”, brano diventato standard Jazz scritto dal Duca, Duke Ellington, insieme al suo trombonista Juan Tizol, nel 1932. Pare che il brano sia nato da proprio da un’idea di Tizol poi completata da Ellington stesso. Barney Bigard and His Jazzopaters furono I primi a registrare il brano, ma pochi mesi dopo Duke Ellington and His Orchestra la fecero diventare un successo: Irving Mills era manager dell’etichetta discografica che registrò per prima il brano e aggiunse del testo al brano, pagando Tizol 25 dollari per i diritti d’autore (che poi Tizol reclamò quando il brano divenne talmente importante da entrare negli standard del Jazz!).

 

 

Il brano fu scritto, originariamente, in FA minore e in un tempo di 2/2. La struttura è la classica del Jazz A A B A e la durata di questa struttura, scritta in 2/2 è di 64 misure.

 

La struttura A A B A

Quando parliamo di una struttura A A B A, intendiamo una delle forme più comunemente usate sia nel Jazz che nella musica popolare della prima metà del ventesimo secolo. Il formato A A B A era la forma di canzone scelta dai cantautori di musica popolare americana di Tin Pan Alley, una scena di cantautori della East Coast USA con sede a New York City, nella prima metà del 20 ° secolo. Tin Pan Alley includeva grandi cantautori come Irving Berlin, Harold Arlen, Sammy Cahn, Hoagy Carmichael, Dorothy Fields, Johnny Mercer, George e Ira Gershwin.

Durante gli anni ’60 con l’aumento della popolarità del Rock ‘n’ Roll e l’ascesa di gruppi come i Beatles questa forma iniziò a perdere popolarità, tuttavia rimane ancora molto usata in numerosi genere musicali (Pop, Jazz, Gospel per citarne tre).

Nella terminologia moderna la sezione A è ripetuta come sezione principale della canzone ed è conosciuta come “la strofa”: la troviamo, quindi, due volte.

Questo è seguito dal “brige”, il B, appunto, che è musicalmente e liricamente diverso dalle sezioni A. Il bridge crea movimento e dà contrasto alla canzone prima di passare alla sezione A finale. La sezione B è conosciuta come “the Bridge”, “Middle Eight” o “the Release”. Presenta all’ascoltatore un cambiamento di umore nella canzone, spesso usando melodie, testi e accordi contrastanti.

Su “Caravan” il miglior modo per studiare e capire il brano come è analizzare A e B distintamente e poi unirle di nuovo, per ricreare, quindi, il tema completo della canzone.

 

Caravan: la versione di Primich.

Primich, suonando alla cromatica, sposta il brano in tonalità di RE e la suona, di base, in terza posizione: da un punto di vista melodico, la differenza tra 2/2 o 4/4 non si sente. La versione che Primich ci consegna è un piccolo capolavoro da un punto di vista armonicistico e presenta, specialmente nel solo, un uso del tasto del registro piuttosto agile che potrebbe creare qualche difficoltà, specialmente per chi non è abituato all’uso della cromatica come “cromatica”.

 

 

 

 

La parte A.

Primich utilizza il tongue-split per suonare tutta questa parte ad ottave (quindi copre cinque fori, ne tappa tre con la lingua), tuttavia ho preferito segnare la “nota principale” in modo da non creare troppa confusione sulla tablatura.

Se vediamo come “nota principale” il 7 aspirato, significa che Primich sta suonando, in realtà, i fori 3 e 7 contemporaneamente. Questo vale per tutti i fori indicati, compresi quelli cerchiati: questi infatti sono fori suonati con il tasto premuto, quindi la nota è alzata di un semitono, rispetto alla sua controparte non cerchiata.

L’uso del registro obbligatorio per la corretta esecuzione della melodia, su questa parte è piuttosto semplice e intuitivo, creando un effetto finale meraviglioso. Studiare questa parte in maniera corretta, ci aiuterà ad affrontare il B di questo tema.

La parte si muove sull’accordo di settima diminuita sul II grado della tonalità che viene mantenuto per tutto il giro, tranne sull’ultima parte (le ultime due misure se lo contiamo in 4/4 o le ultime otto se lo contiamo in 2/2) dove risolve sul I grado (minore settima). Questo abbinamento di accordi crea un senso di mistero, un sound esotico che rimanda immediatamente al mondo arabeggiante, al deserto, ai gruppi di persone che viaggiano insieme, attraverso le distese di sabbia: ci sono un sacco di approfondimenti sull’armonia di questo brano in internet. Cercate quello che vi è più chiaro: basti pensare che la funzione di questo accordo di settima diminuita sul MI, in questo caso, è un rivolto dell’accordo di dominante A7b9.

In ogni caso, quello che forse interessa di più agli armonicisti è su quali note si stia muovendo Primich: usa una scala minore naturale di RE, senza mai toccare la IIIb, non prevista dal tema.

 

 

 

 

La parte B.

In questa parte le cose si fanno molto interessanti. Se prima avevamo un’atmosfera arabeggiante, desertica, calda e secca, qui si cambia. Ci si apre ad un mood più swingante, gioioso, quasi rinfrescante. Mentre la parte A era minore, qui si passa in maggiore pieno: gli accordi infatti sono I grado maggiore, IV grado maggiore, VIIb maggiore, IIIb maggiore per rientrare sul V grado maggiore che prepara al ritorno verso la sezione A. Tutti sono accordi di settima. In pratica una secchiata di acqua fresca, in mezzo alle atmosfere minori che caratterizzano il brano.

L’uso del registro qui è molto preciso e grazie ad esso la linea melodica che Primich diventa articolata, adulta, matura e dannatamente carica di groove. Un must per chiunque voglia suonare la cromatica sul serio. Dedichiamoci un po’ di tempo e curiamo la precisione ritmica. Il trucco sta nel capire che la pressione del tasto del registro è ciò che cambia la nota, non dobbiamo fare nulla con l’aria: siamo già sul foro corretto. Rispetto alla parte A, qui Primich suona a note singole, portando quindi un nuovo timbro sul brano. Semplice, ma gustoso e geniale.

La scala che usa, per muoversi su questi accordi, è una dorica, se prendiamo in considerazione tutte le note. Tuttavia, da bravo musicista (e seguendo la composizione originale), ne utilizza solamente delle porzioni su ogni accordo, inserendo cromatismi che fungono da abbellimenti (Vb e VIb, nello specifico, quando usa il registro). Questo è un assist per improvvisare e suonare il solo, su questa parte, quando sarà il momento.

 

 

 

Caravan: il solo.

L’assolo che Primich ci consegna si sviluppa sulla struttura A A B A del brano. Come vediamo dalla tablatura, Primich si muove attorno alle stesse due scale che usa nel tema, elaborandole musicalmente in maniera molto interessante.

Anche qui l’uso del registro può risultare tecnicamente ostico per chi è alle prime armi sulla cromatica, ma rappresenta anche un’ottima palestra per migliorarci sulla cromatica. Tutto il solo è sviluppato sulle note singole, per poi tornare al tema come da manuale. Il finale, sull’ultimo A, si risolve rallentando, marcando le ultime note, leggermente diverse proprio per risolvere il brano in maniera molto intelligente.