l secondo foro aspirato rappresenta un problema per molti armonicisti che si sono appena approcciati e talvolta anche per qualcuno più navigato.

 

Senza entrare in questo articolo sull’importanza del secondo foro aspirato, dovendo aprire altrimenti una lunga parentesi sulle posizioni andando quindi fuori tema, è – a prescindere – un foro che ci può dare qualche problema, soprattutto le prime volte.

 

La prima reazione, di solito, è quella di incolpare l’armonica: “vanno tutti i fori, questo no…è sicuramente un difetto!”. In realtà, nel 99% dei casi, no. Non lo è. La colpa è proprio nostra che non stiamo suonando bene e che, quasi sicuramente, stiamo usando troppa aria su quel foro è, nonostante tutto, sentiamo aria passare in abbondanza.

 

Al massimo, il suono che ne esce è strozzato, non reattivo e non controllabile. Figuriamoci avere dei bending solidi e intonati.

 

 

 

Come possiamo fare quindi per correggere quel secondo foro aspirato?

 

Iniziamo a controllare, intanto, di essere solidi su alcuni punti, primo tra tutti l’imboccatura.

  • E’ rilassata e morbida? Un’imboccatura con le labbra morbide e rilassata permette di sigillare meglio il foro che stiamo suonando, evitando perdite d’aria. Le perdite d’aria dall’imboccatura sono “pericolose” per due motivi: il primo è l’inefficacia della nostra respirazione diaframmatica dovuto alla mancanza di pressione generale sull’ancia, il secondo è che – a quel punto – tendiamo a sforzare aspirando e contraiamo la gola, strozzando il percorso dell’aria.
  • E’ precisa sul foro? Se le note che suonate sono “sporche” (*) allora il secondo foro aspirato non verrà mai fuori in maniera decente. La pulizia della singola nota è essenziale per poter controllare la singola nota/ancia. (*termine molto efficace: se quando vogliamo suonare un singolo foro non esce una sola nota identificabile, ma in qualche modo ne include anche una vicina. Se non riuscite ancora a distinguere quando una nota è “sporca” e quando è “pulita”, allora il secondo foro aspirato è una cosa che risolverete più in avanti, lavorate sulla pulizia delle note)

 

Se non riuscite ad ottenere quella minima precisione richiesta provate ad usare una tecnica molto interessante chiamata “tilted-harp”. Tendendo la bocca completamente rilassata, imbocchiamo l’armonica a fondo (suonando così i fori 123 contemporaneamente). Ruotiamo l’armonica con il retro verso l’alto di circa 20 gradi (o qualcosa in più – se serve), lentamente. In questo modo dovremmo raggiungere una nota singola e, se non forziamo succhiando l’aria, sarà un 2 aspirato intonato.

 

E’ importante mantenere le labbra rilassate.

 

Se poi la nota dovesse suonare calante (quindi stonata verso il basso) controlliamo che la nostra bocca e la nostra gola siano aperte “a sbadiglio“. Questo ci permette di non avere contrazioni e “strozzature” lungo il percorso del flusso d’aria che altererebbero l’intonazione della nota. Per iniziare a farlo, pensate di abbassare quanto più possibile la mascella.

 

Allenatevi a tenere la gola aperta, le labbra rilassate e la bocca a sbadiglio, respirando con il diaframma e controllando l’aria. La lingua rimane bassa, lontana dal palato superiore.

 

Con questi accorgimenti e correggendo l’imboccatura dell’armonica, il secondo foro aspirato inizierà a suonare correttamente.