Quante volte ci hai provato? Quante volte hai cercato di capire come mai non venissero quei bending? Sembra sia impossibile ottenere quelle note che gli altri armonicisti fanno, vero?

  • Hai provato a succhiare più aria per vedere cosa succedeva, ma nulla. Non sembri riuscire.
  • Hai provato a stringere le labbra, forse è quello il trucco. E invece niente ancora.
  • Hai provato a muovere la lingua, qualcosa succede, ma sembra più una modulazione che un cambiamento di intonazione. Nemmeno questa è la strada, pare.

 

Sei, in pratica, sicuro di aver provato tutti i modi possibili per piegare quelle note, ma non c’è via d’uscita.

 

Ti sei guardato allo specchio e alla fine lo hai detto: “Non mi vengono i bending!

 

Non preoccuparti. E’ successo a tutti e focalizzandoci su tre punti fondamentali possiamo correggere il problema.

 

La respirazione

 

Il primo errore che commettono quasi tutti gli armonicisti e chi inizia a suonare l’armonica è, all’inizio, trascurare la respirazione diaframmatica.

Avere il controllo della respirazione, usando il diaframma per governare questo controllo (sia di pressione che di quantità che di direzione dell’aria), riusciamo a trarre dei vantaggi importanti e fare passi da gigante sul fronte del suono generale dello strumento, del controllo del volume delle note, riusciamo a rilassare tutto il corpo (e non contrarre involontariamente parti come gola, collo, labbra) e quindi a lasciare liberi i movimenti necessari all’ottenimento del bending.

 

Mentre respiriamo, aspirando o soffiando, assicuriamoci di non stringere la gola, ma di respirare profondamente e focalizziamoci sul nostro plesso solare: spinge in fuori quando inspiriamo, rientra quando espiriamo.

Charlie Musselwhite, nelle 10 domande che gli ho fatto, dice di suonare “più indietro possibile in gola, finchè rimane confortevole”. Vediamo qui sotto un modo per impostarci correttamente.

 

 

La Gola

 

Respirare correttamente è il fondamento, la base, per suonare bene l’armonica. E qui non ci sono scorciatoie da prendere, ma esercizi dedicati per rendere la respirazione diaframmatica corretta e istintiva. Con gli esercizi corretti, in poche lezioni (e quindi in qualche settimana), la respirazione diventa sempre più naturale.

 

L’altro punto su cui concentrarci è, ora, la gola. Dobbiamo imparare a tenere la gola aperta: se non respiriamo dal diaframma, tenderemo a chiuderla come se stessimo succhiando da una cannuccia ed è la cosa più sbagliata che possiamo fare.

Se stringiamo la gola per provare a “succhiare” il bending, possiamo prepararci a conseguenze che vanno dal suonetto (un bending che non suona con la stessa intensità delle note non piegate), al non piegare davvero (in aspirato possiamo piegare ben 3 note sul 3 aspirato) fino al gestire talmente male l’aria dal stressare troppo le ance e spezzarle.

 

Per aprire bene la gola, la postura della testa e del collo è fondamentale. I muscoli posteriori del collo devono essere distesi, dobbiamo stare correttamente eretti e in una posizione comoda. La testa è arretrata leggermente e la bocca abbassata come se sbadigliassimo.

 

In questo modo dovremmo aver aperto abbastanza bene la gola e il collo, permettendo alla respirazione diaframmatica di esprimersi al meglio.

 

La Bocca e La Lingua

 

Una volta impostata la respirazione diaframmatica e la corretta postura è giunto il momento di suonare il vero e proprio bending.

Innanzitutto è importante tener presente che se le labbra non sigillano perfettamente l’armonica tutti i nostri sforzi saranno vani. L’aria, durante il bending, è la nostra alleata: se scappa a causa di un’imboccatura non corretta non otterremo tutti i bending disponibili.

 

Dobbiamo imboccare con le labbra morbide (pensate ad una guarnizione: se questa è secca, quindi rigida, non fa alcuna tenuta stagna. Se invece è nuova, quindi morbida, esegue il suo lavoro perfettamente. Stessa cosa con le nostre labbra) e coinvolgere i muscoli facciali vicino alla bocca per ottenere la postura corretta: con degli esercizi specifici possiamo abituare la bocca alla posizione che vogliamo. Se non centriamo un foro singolo e otteniamo le note pulite, non saremo in grado di fare un bending corretto. E’ quindi importante curare la corretta pulizia delle note.

 

Se l’interno della bocca è spalancato a sbadiglio (e quindi la lingua è abbassata e lontana dal palato e le due arcate dentarie sono distanti tra di loro) riusciamo con poca aria ad ottenere un suono pieno e una nota pulita.

 

A questo punto si tratta di effettuare il corretto movimento con la lingua e di controllarlo al millimetro. La lingua, infatti, arretra verso il fondo della gola.

E’ un movimento innaturale: al nostro cervello – inconsciamente – può sembrare che si voglia ingoiare la lingua soffocandosi e potrebbe faticare a dare l’impulso corretto, dobbiamo esercitarci in questo movimento.

 

Un buon foro per iniziare a studiare il bending è il quarto aspirato. Attenzione a dosare l’aria e a non stressare i movimenti.

 

Dovrebbe suonare così:

 

 

 

 

Spero che questo articolo sia stato utile. Se dovessi avere ancora problemi con il bending, contattami per fissare qualche appuntamento su Skype e correggere i problemi che ti separano dal suonare davvero l’armonica.

 

Buon divertimento!